CINGULUM, IN LATINO “QUALCOSA CHE CINGE”

 

Una terra “dove non è mai notte” perché coglie gli ultimi riverberi della luce che se ne va, siamo nel Balcone delle Marche, a 630 m del Monte Circe, tra il verde dei boschi e l’incanto di panorami sconfinati in un clima di proverbiale salubrità. Un paese fra le nuvole dove i mestieri, le case e le chiese s’impregnano del vivere umano e l’aria che si respira è sospesa e vinta dal tempo.

“La collina marchigiana, volgendosi verso l’interno, è quasi un grande e naturale giardino all’italiana. Non è la collina toscana, ne quella umbra. E’ dolce, serena, lucida, priva di punte” Guido Piovene.

 

LAGO DI CINGOLI

 

Noto come il lago di “Castriccioni” è un bacino pedemontano, quieto e in eterna pace.

La “Crescia con le foglie” mangiata su vista lago, di Angela, proprietaria del chiosco “Arcobaleno Beach”, è un’esperienza spontanea, spartana e sincera, il vero vivere del marchigiano: “un popolo discreto e misurato, leale, tenace e sincero, che mai si abbandona agli eccessi, gente di atteggiamenti e costumi non convulsionari ma pacati, di meraviglia lenta ma fervida, di non ingenui trasecolari, non perditesta ma di vigilante coraggio. Di pugno rado, ma sodo, di riso non pazzo ma schietto”

 

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